Il 5 gennaio 2025, il borgo di Rio nell’Elba si è animato per celebrare una delle tradizioni più care alla comunità: il Canto della Befana. Di conseguenza, questo evento è profondamente radicato nella cultura locale e rappresenta un momento di condivisione e appartenenza che si tramanda da generazioni.
Le Origini del Canto della Befana
Le origini di questa antica tradizione si perdono nei racconti degli anziani del paese. Già nei primi decenni del Novecento, gruppi di “befanotti”, uomini e donne travestiti con lunghi pastrani e cappelli dalle fogge bizzarre, percorrevano le strade acciottolate del borgo al tramonto del 5 gennaio. Armati di chitarre, fisarmoniche e tamburelli, intonavano canti augurali in cambio di ospitalità, dolci o un bicchiere di vino nuovo. Era una questua conviviale, un modo per rafforzare i legami comunitari e dare il benvenuto al nuovo anno con parole beneauguranti.
Un tuffo nel passato!
Anche quest’anno, il Canto della Befana ha conservato intatto il suo spirito autentico, consolidando l’identità culturale di Rio nell’Elba. Infatti, la ProLoco e il Comune di Rio hanno curato nei dettagli l’organizzazione dell’evento, che è iniziato al calar della sera con i cantori radunati nella suggestiva Piazza del Popolo.
In questa cornice affascinante, la banda della Filarmonica Elbana “Giuseppe Pietri” ha dato vita a un corteo musicale, attraversando i luoghi più caratteristici del borgo. Ad ogni tappa, i partecipanti hanno potuto assaporare specialità culinarie, vini e tradizioni locali che raccontano la storia della comunità.
Per esempio, al “Bar di Sotto” sono stati serviti aperitivi tipici, mentre al “Bar Da Cipolla” si sono gustate le famose schiaccine fatte in casa. Successivamente, al “Rifugio del Nottolo”, i piatti tradizionali hanno trovato nuove reinterpretazioni, e Renato, figlio di Piero “L’Atomico”, ha conquistato i palati con una polenta al sugo di cinghiale.
Ma le bontà non finiscono qui!
Al Campo Sportivo, la celebre “Sburrita” di baccalà, un piatto ricco di sapore, ha lasciato il segno tra i partecipanti. Non meno memorabile è stata la sosta al Lavatoio Pubblico, dove Marco Specos, noto come “Il Nottolo”, ha proposto dolci artigianali a base di fichi e frutta secca.
Infine, l’ultima fermata al “Buchino” ha regalato un momento di dolcezza e calore, con cioccolata calda e deliziosi dolci natalizi. Tra i piatti più apprezzati spiccano i tortini di “Paniccia” con fagioli, salsiccia e cavolo nero, il “Castagnaccio” arricchito con uvetta e pinoli e i “Briachini”, dolci che evocano la tradizione della Schiaccia Briaca riese. Grazie a queste esperienze, il Canto della Befana ha saputo combinare perfettamente gastronomia e cultura, creando un’atmosfera unica e coinvolgente.
La fiamma della Befana
La serata si è conclusa in Piazza del Popolo. Infatti, allo scoccare della mezzanotte, la Befana è stata simbolicamente bruciata, richiamando un rito propiziatorio strettamente legato ad antiche credenze popolari. Pertanto, questo gesto, carico di profondo significato, ha simboleggiato il potere purificatore della fiamma, portando con sé un chiaro augurio di prosperità e rinnovamento per l’anno nuovo.
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