Capoliveri, antichissimo borgo dell’Isola d’Elba, è noto a tutti gli elbani per il fascino oscuro dei suoi racconti. È qui, infatti, che prende vita la leggenda di Malopescio, la storia di un pescatore scettico che, sfidando le superstizioni, incontrò le famigerate streghe di Capoliveri. Queste storie cupe e misteriose, tramandate di generazione in generazione, rendono questo paese una delle mete più intriganti per chi cerca leggende e folklore.

Capoliveri: un villaggio di devoti

In antichità questo villaggio ospitava abitanti devoti e timorati; persino i forestieri che vi giungevano, appena varcato il confine, si facevano il segno della croce, sussurravano una preghiera o guardavano al cielo sperando in una benedizione. Qui le storie delle streghe sono più che mere leggende: sono parte integrante della cultura e della tradizione (remota) Capoliverese.

Messe, tridui e novene si sprecavano a Capoliveri, e non per l’iniziativa di preti zelanti, ma per diretto ordine della Curia. Quando i viandanti chiedevano spiegazioni del perché di così tanta devozione, la risposta (sussurrata sottovoce e a quattr’occhi) creava sempre grande paura, tanto da farli fuggire a gambe levate.

Nessuno usciva di casa dopo il calar del sole, e tutti si guardavo bene dal parlare apertamente dell’albero di noce nato già alto dopo tre giorni di saette e pioggia battente.

Al Gualdo degli Ajali non ci sono mai stati alberi di noce, ma solo pitte e lentischi. Nelle notti di luna piena, i cittadini erano convinti di vedere un andirivieni frenetico sotto la sua folta chioma. Il giorno dopo, dicevano,  orme caprine lo circondavano e l’odore di zolfo era impregnato nella terra mossa.

Tra gli abitanti di Capoliveri però, vi era un uomo sulla trentina che non credeva affatto a questi racconti. Malopescio, un pescatore noto per il suo spirito animoso e spavaldo, che si divertiva a tenere testa a chiunque gli parlasse di streghe e malefici.

Così, dopo l’ennesimo ammonimento dei compaesani di non sfidare la sorte, egli rise dichiarando che avrebbe dimostrato a tutti la falsità di tali racconti.

Malopescio sfida le streghe di Capoliveri

La sera del 17 novembre di un anno a noi sconosciuto, Malopescio si recò in spiaggia (chiamata successivamente Barabarca), deciso a smascherare le streghe. Si nascose sotto la prua di un gozzo a riva e, con il cuore saldo, attese. Allo scoccare della mezzanotte, ecco che sentì passi lenti avvicinarsi, seguiti dal sussurro di voci di donna. Scoprì così di essere in presenza di sei figure femminili. Malopescio, che prima rideva delle superstizioni, si ritrovò improvvisamente terrorizzato.

Le donne salirono sulla barca, borbottando parole arcane e incomprensibili, mentre l’aria si riempiva di un odore acre di zolfo. La barca cominciò a muoversi da sola, guidata da una forza oscura, e in un baleno sorpassò Focardo, Calamita e Montecristo, anche Sardegna e Corsica svanirono presto nell’oscurità. Malopescio fu trasportato lontano fino ad arenarsi su una lunghissima spiaggia misteriosa, che non poteva riconoscere.

Le streghe scesero a terra e silenziosamente svanirono dietro un’oasi di palme. Malopescio restò solo, più tremante che mai, a pensare all’incubo che stava vivendo. Si mosse, scese dalla barca e raccolse un ramo zeppo di datteri, deciso a portarlo con sé e a posarlo sull’altare di San Gaetano come pegno della sua avventura.

Al ritorno delle megere, il povero malcapitato riuscì a strappare anche un lembo di veste a una delle donne: anch’esso doveva essere un’ ulteriore prova dell’accaduto.

La leggenda di Malopescio è uno dei racconti più cupi e inquietanti dell’Isola d’Elba che ci insegna che non è saggio sfidare ciò che non si conosce

Il ritorno e la trasformazione di Malopescio

La barca, sospinta da forze sconosciute, riportò Malopescio alla spiaggia di Barabarca. Il giorno seguente, il povero ragazzo vagava per il paese come assorto in un sogno, con lo sguardo assente e la mente lontana. Entrò in chiesa in tempo per la messa senza dire una parola, e pose al sacerdote il ramo di datteri e il lembo di stoffa. Solo pochi amici capirono il significato di quel gesto.

Malopescio non era più lo stesso. Quella sera si ritirò in casa, rifiutando anche il conforto del dottore. Il giorno successivo, non vedendolo come al solito, i pescatori andarono a cercarlo a casa sua ma lo trovarono morto, con i capelli bianchi e lo sguardo di un anziano centenario. Nella stanza aleggiava ancora un odore di zolfo, segno, forse, che le streghe l’avevano reclamato.

Visitare Capoliveri significa immergersi in un luogo in cui le streghe e le ombre del passato paiono ancora presenti

La leggenda delle streghe di Capoliveri vive ancora

Da allora, nei vicoli di Capoliveri, ancora si sussurra della sorte di Malopescio, del suo folle coraggio e del suo incontro con le streghe. Fino alla metà del secolo scorso, quando il vento sibilava fra i rami e la notte calava losca sul mare, c’era ancora qualcuno che si affrettava a farsi il segno della croce, nella speranza di non incrociare mai le ombre delle megere che portarono via il povero Malopescio.